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Aristotele: etica, politica e felicità dell’uomo

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  Aristotele Aristotele (384–322 a.C.) è stato uno dei più grandi filosofi della storia. Allievo di Platone , maestro di Alessandro Magno , fondatore del Liceo di Atene. A differenza di Platone, era un pensatore empirico : partiva dall’osservazione del  mondo reale. Per Aristotele, ogni essere vivente tende verso un fine. Il fine dell’uomo è la felicità ( eudaimonìa ), che non è piacere o ricchezza, ma realizzazione della propria natura razionale . La felicità è un’attività dell’anima secondo virtù . Non è un’emozione passeggera, ma uno stato stabile , costruito attraverso scelte giuste. Si raggiunge vivendo secondo ragione , la parte più alta dell’essere umano. distingue due tipi di virtù: Virtù etiche — riguardano il comportamento e le emozioni (coraggio, generosità, temperanza). Si acquisiscono con l’ abitudine : diventiamo giusti compiendo azioni giuste. Virtù dianoetiche — riguardano il pensiero (sapienza, intelligenza, prudenza). Si sviluppano con l’ insegnamento e ...
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 Platone e la teoria delle Idee Platone (427–347 a.C.) è stato uno dei più grandi filosofi della storia. Allievo di Socrate e maestro di Aristotele , ha fondato l’ Accademia di Atene , la prima scuola filosofica dell’Occidente. Era convinto che il mondo che vediamo non sia la vera realtà, ma solo una copia imperfetta. Secondo Platone: il mondo sensibile è mutevole , ingannevole, imperfetto la vera realtà è nel mondo delle Idee , eterno e immutabile ogni cosa sensibile è solo un’ imitazione della sua Idea perfetta Esempio: tutte le cose belle partecipano dell’ Idea di Bellezza . Di fronte all’insufficienza delle spiegazioni materiali, Platone compie quella che chiama seconda navigazione : un passaggio dal mondo fisico a quello intelligibile, accessibile solo con la ragione. È qui che Platone riconosce l’esistenza delle Idee . Le Idee sono: immutabili perfette incorporee universali intelligibili (si colgono solo con la mente) Le Idee abitano un luogo metaforico chiamato Iperura...

Socrate e la cultura del dialogo

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Socrate Socrate visse ad Atene nel V secolo a.C. ed è considerato il padre della filosofia morale. Non scrisse nulla: la sua filosofia vive nei dialoghi di Platone e nei racconti dei suoi discepoli. Era famoso per il suo modo di interrogare le persone per aiutarle a scoprire la verità dentro di sé. Per Socrate, filosofare significa interrogarsi continuamente. La verità non è un possesso, ma un cammino condiviso attraverso il dialogo critico fatto di domande e risposte brevi. La filosofia è stile di vita , non teoria astratta. Mira a scoprire valori comuni da seguire nella vita quotidiana. Ogni uomo deve cercare la verità dentro di sé. Socrate non insegnava come un maestro, ma dialogava . Il suo metodo aveva due fasi: Ironia → smontava le false certezze dell’interlocutore, mostrando che nessuno sa davvero tutto. Maieutica → “far partorire” la verità: aiutava gli altri a trovare risposte dentro di sé. Questo metodo è un esercizio di ragione e umiltà : conoscere la propria ignoran...

I sofisti

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I Sofisti Nel V secolo a.C., in un’Atene dinamica e democratica, nasce una nuova figura intellettuale→ i sofisti Con loro si compie una vera rivoluzione culturale, perché l’attenzione della filosofia si sposta dal cosmo → l’uomo dal principio originario della natura → problemi concreti della vita sociale del linguaggio della politica e dell’educazione I sofisti diventano così protagonisti di un nuovo modo di pensare, più critico, più libero, più vicino alla realtà quotidiana. Chi sono i sofisti Furono i primi insegnanti a pagamento della storia. Viaggiavano di città in città offrendo un sapere utile per emergere nella vita pubblica, soprattutto nella democrazia ateniese, dove saper parlare bene significava avere potere. “sofista” = originariamente significava “sapientissimo” , ha assunto nel tempo un valore negativo a causa delle critiche di Platone e Aristotele. Oggi richiama l’idea di qualcosa di artificioso o contraffatto, ma questo giudizio deriva dalla lettura ostile dei filo...

Empedocle di Agrigento

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  Empedocle       Nella tradizione è presentato:  -poeta -medico -taumaturgo(in grado di fare miracoli e prodigi) -mago  Anche se lo ricordiamo come un precursore del nuovo approccio scientifico. Sulla natura→ descrive la nascita dell'universo: lo sfero in cui si mischiano l'aria- il fuoco- l'acqua- la terra } e  rappresentano le "4 radici" (i 4 elementi primordiali) che sono eterni, immutabili e identici a se stessi.  Possono essere divisi in piccole parti ma quelle particelle avranno le stesse caratteristiche dell'intero, esempio:  una goccia d'acqua avrà le stesse qualità (composto chimico, fluidità, trasparenza) dell'acqua contenuta in una brocca, idem terra, fuoco, aria. Secondo lui si separano dall'unità indifferenziata dello sfero per via di 2 forze cosmiche: l'amore (armonia) e l'odio (contesa). Mescolando o separando le 4 radici, esse determinano la generazione e la dissoluzione di tutte le cose .    La nascita e...

Zenone e i paradossi logici

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  Zenone Zenone era un discepolo di Parmenide e difendeva l'insegnamento del maestro dicendo inoltre che chi non lo avrebbe seguito sarebbe caduto in contraddizioni logiche. Sosteneva ↙   ↘                      l'essere è uno solo                     l'essere è immutabile   Cercando così di confutare: -la pluralità dell'essere e delle cose (pitagorici) -il movimento (Eraclito ed eaclitei ) Afferma : se si dice che la realtà è mutevole e molteplice si cade nell'assurdo Metodo : accettare in via d'ipotesi la tesi avversaria  e dimostrarne le conseguenze paradossali("oltre l'opinione comune") in modo da ridurle all'assurdo e tornare agli insegnamenti del maestro. Achille dal piede veloce : Achille se pur tutti noi sappiamo essere più veloce della tartaruga non riuscirà mai a raggiungerla se essa avrà un minimo vantaggio  Perché Achille dovrà raggiungere il...

Parmenide e l'essere

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Parmenide Nel suo poema Sulla natura , una dea guida il filosofo lungo due vie: la via della verità e la via dell’opinione. La via della verità ci insegna che l’essere è, il non-essere non è . L’essere, dunque, non nasce e non muore, non cambia e non si dissolve. È eterno, immutabile, unico. Con questa affermazione Parmenide spezza la catena del pensiero naturalistico dei presocratici e inaugura la filosofia dell’esser(ontologia) La via dell’opinione , invece, è quella che percorriamo quotidianamente, affidandoci ai sensi. I sensi ci mostrano un mondo di mutamento, di nascita e di morte. Ma per Parmenide tutto questo è illusione: il divenire non esiste, è un inganno. Solo la ragione può condurci alla verità. Tutto è una contraddizione: A≠B                A lo possiamo considerare essere ma allora B è non essere? l'essere è e non può non essere; il non essere non è e non può essere